Confessioni di un Graphic Designer: Aneddoti dal Mondo del Marketing

Se pensi che fare il Graphic Designer significhi passare le giornate a disegnare in pace, con una tazza di caffè e ispirazione a non finire… beh, preparati a una dose di realtà.
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Oggi voglio raccontarti il dietro le quinte della vita di un Graphic Designer nel mondo del marketing. Perché ogni designer ha almeno una di queste storie da raccontare.

1. Il cliente che non sa cosa vuole (ma lo vuole subito)

Scenario: Il cliente manda un brief vaghissimo, tipo: “Vorrei qualcosa di impattante ma non troppo aggressivo, moderno ma che strizzi l’occhio al vintage.”

Traduzione: Non ha idea di cosa vuole, e spetta a te leggergli nel pensiero.

Dopo ore di lavoro, ricerche e bozze, finalmente presenti la tua proposta con orgoglio. La sua risposta? “Mmm… non lo so. Non mi convince, ma non so dire perché. Puoi rifarlo?”

Ecco, a questo punto devi decidere se diventare un mentalista o se prendere un’altra tazza di caffè e riprovare.

Lezione imparata: Non iniziare mai un progetto senza un brief dettagliato (o almeno un’idea vagamente chiara).

2. “Puoi farmelo uguale ma diverso?”

Scenario: Dopo giorni di revisioni, finalmente il cliente approva il design. Gioia! Vittoria! Pace interiore!

Due giorni dopo, arriva un’email: “Abbiamo pensato di cambiare direzione. Puoi farlo uguale ma diverso?”

Cosa significa uguale ma diverso? Nessuno lo sa. Ma quello che sai per certo è che devi ricominciare tutto da capo.

Lezione imparata: La versione finale non esiste mai.

3. Il logo che diventa sempre più grande

Scenario: Hai appena creato una grafica perfetta, bilanciata e armoniosa. Il cliente la guarda e dice:

“Bellissimo! Ma puoi ingrandire il logo?”

Fai un piccolo ingrandimento.

“Ancora un po’…”

Ancora.

“Ancora un po’…”

Ancora.

“Ancora un po’…”

A questo punto il logo è così grande che potrebbe essere scambiato per un banner pubblicitario. Tutta la composizione grafica è ormai andata.

Lezione imparata: Il logo sarà sempre troppo piccolo. Sempre.

4. La corsa contro il tempo (o l’arte di lavorare con deadline impossibili)

Scenario: È venerdì sera. Finalmente spegni il computer. Ti rilassi.

Poi arriva il messaggio del cliente: “Abbiamo un’urgenza! Serve un nuovo design per lunedì mattina.”

Lunedì mattina.

Quando?

Lunedì.

Mattina.

Così impari che il concetto di “urgenza” nel marketing è relativo. E che il weekend, per un Graphic Designer, è un concetto astratto.

Lezione imparata: I progetti last-minute sono una certezza della vita. Tipo la gravità o le tasse.

5. Quando il cliente è anche un designer (ma non lo è davvero)

Scenario: Ti arriva una mail con allegato un file PowerPoint con un design orribile accompagnato da questa frase: “Ecco un’idea che ho buttato giù, puoi semplicemente renderla più professionale?”

Apri il file e trovi un’esplosione di Comic Sans, sfondi psichedelici e clipart del 1998.

Sai che dovresti rifarlo da zero, ma il cliente è affezionato alla sua “bozza” e insiste: “No, no, mi piace così! Solo un po’ più bello.”

Lezione imparata: La frase “ho solo buttato giù un’idea” è sempre un brutto segno.

6. Quando il design è perfetto, ma poi arriva… il reparto marketing

Scenario: Dopo giorni di lavoro, test, modifiche e revisioni, il design è finalmente approvato!

Ma all’ultimo momento, arriva il reparto marketing con un commento tipo: “Ci piace, ma… e se aggiungessimo un po’ più di testo? Magari un titolo più lungo? Ah, e anche il sito web, l’email e il numero di telefono in basso?”

Tu guardi la tua creazione, prima elegante e minimalista, trasformarsi in una pagina di Pagine Gialle.

Lezione imparata: Nel marketing, meno non è mai abbastanza.

7. La soddisfazione di vedere il proprio lavoro in giro

Dopo tutto questo, dopo le revisioni infinite, le richieste assurde e le notti insonni, c’è un momento che ripaga ogni fatica: vedere il proprio lavoro pubblicato.

Quel cartellone pubblicitario in centro città. Quel post che riceve centinaia di like. Quel packaging che qualcuno tiene tra le mani.

È in quel momento che capisci perché ami questo lavoro. Perché, nonostante tutto, il Graphic Designer è un narratore visivo. Qualcuno che dà forma alle idee, che crea qualcosa dal nulla e che, alla fine, lascia il segno.

E questo, per quanto folle sia il viaggio, vale sempre la pena.

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