Come funziona il nuovo ReCAPTCHA v3 di Google

Grazie al nuovo ReCAPTCHA v3 di Google i virus hanno davvero vita breve.

Di per sé, i captcha hanno rappresentato un vero e proprio nemico sia per i bot che per i sistemi automatici che non facevano altro che intasare le caselle mail degli sventurati utenti. Vediamo quali sono le novità introdotte dal ReCAPTCHA v3 di Google.

ReCAPTCHA v3 di Google: ecco come funziona

Come anticipato poco sopra, il ReCAPTCHA v3 di Google non è altro che un aggiornamento del classico anti-spam di Google. L’obiettivo di questo aggiornamento è quello di ridurre in maniera sensibile l’interazione umana, cercando di analizzare i dati in merito al comportamento passato e diminuendo, quindi, le azioni dei singoli utenti.

Una nuova frontiera dell’anti-spam, quindi, che ha il compito di rendere la navigazione per gli utenti sempre più agevole. Come è facile intuire, si tratta della risposta ad un’esigenza sempre più importante come quella di mettere al riparo gli utenti da eventuali attacchi.

Che il web sia sempre di più esposto a rischi è cosa nota ed è altrettanto noto il fatto che, nel corso del tempo, è necessario elaborare sistemi sempre più sofisticati per riuscire a fare fronte in maniera efficace ad ogni tipologia di attacco. Ed è proprio questo il caso di ReCAPTCHA v3 di Google.

Le differenze con il passato

Per riuscire a comprendere quali sono state le reali evoluzioni e in cosa ReCAPTCHA v3 di Google si differenzia rispetto alle passate versioni è bene fare una riflessione approfondita in merito alle specifiche funzionalità.

In primo luogo, ad esempio, nella prima versione si aveva solo la possibilità di riconoscere e digitare un testo su uno schermo con caratteri cosiddetti mascherati. Nella seconda versione, invece, il sistema aveva la possibilità di analizzare l’utilizzo da parte degli utenti di servizi di spam senza, però, mostrare alcun genere di domanda.

Con ReCAPTCHA v3 di Google viene addirittura assegnato un punteggio ai vari client e il webmaster ha il compito di procedere con l’impostazione della soglia oltre la quale un utente può essere considerato un bot e, quindi, dovrà essere automaticamente bloccato o autorizzato.

Solo dopo aver effettuato tale operazione e, quindi, aver assegnato un punteggio ai vari client, si avrà la possibilità di procedere con l’autenticazione cosiddetta a due fattori o, in alternativa, con la conferma telefonica. Insomma, con ReCAPTCHA v3 di Google gli utenti possono stare più che tranquilli e, finalmente, possono navigare in maniera del tutto serena.

Una cosa è certa: nel prossimo periodo non mancheranno ulteriori aggiornamenti a questo anti-spam e, pertanto, è bene che gli addetti ai lavori rimangano costantemente aggiornati in modo tale da cercare di mantenere sempre la guardia alta e riuscire a comprendere in tempo le reali minacce e prevenire eventuali attacchi.

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