Il colore: teoria e pratica

Dovete progettare la grafica per un logo? Siete impegnati nel restyling di un brand o di un sito internet? Magari avete già pensato al sistema cromatico da applicare per rendere più accattivante la grafica o invogliare l’utente all’acquisto attraverso un colore “call to action”.

Nel marketing il colore è uno strumento potente utilizzato per trasmettere in maniera immediata idee e valori, oppure per richiamare alla memoria tutto l’immaginario associato al prodotto o al brand. Per esempio, quale brand ci viene prima in mente quando pensiamo al rosso? Senz’altro la maggior parte di noi avrà associato il rosso alla famosa bevanda con le bollicine, la Coca-Cola. Quando si tratta di brand globali, come nel caso esaminato, il colore è come un’impronta di riconoscimento, un segno di distinzione che in certi casi rafforza il legame tra marca e consumatore. Pubblicitari e uomini di marketing sanno quanto il colore possa influire nelle scelte d’acquisto dei consumatori. Le ricerche hanno dimostrato che il 90% dei giudizi che le persone si fanno sul prodotto o sul brand si basa esclusivamente sul colore[1]

Ma ancora prima di pensare alla soluzione cromatica più adatta, occorre avere ben presente cosa vogliamo comunicare, qual è l’universo della marca e qual è il suo mercato di riferimento. Data l’importanza del colore – leva strategica del marketing esperienziale – Envision ha ritenuto utile dedicare una serie di approfondimenti cercando di chiarire come si sviluppa la progettazione cromatica, a partire da alcune considerazioni di carattere teorico per poi analizzare i significati sottesi all’uso dei colori nel marketing.

Il colore (Parte I)

Lo studio del colore parte anzitutto dalla sua definizione. Per capire a cosa ci riferiamo quando parliamo di colore ricorriamo a tre parametri: tono, luminosità e saturazione. Il primo parametro si riferisce alla tinta presa senza aggiunta di bianco, nero o mezzi toni: rosso puro, giallo puro, blu puro ecc.; il secondo parametro definisce quanto un colore è più scuro o più chiaro in base all’aggiunta di ombre o di luci; il terzo e ultimo parametro misura l’intensità e la pienezza del colore.

Un altro aspetto che dobbiamo considerare è il campo di applicazione. Nell’elaborazione grafica e digitale il processo cromatico riguarda la mescolanza di raggi luminosi rossi, verdi e blu che aggiungono luce (sintesi additiva RGB ) mentre nella pittura e nei processi di stampa il colore è ottenuto dalla mescolanza di pigmenti che sottraggono luce (sintesi sottrattiva con pigmenti Ciano Giallo e Magenta).

Fin qui tutto chiaro, ma il processo si complica ulteriormente quando dobbiamo costruire una combinazione cromatica che sia esteticamente gradevole. Di seguito proponiamo alcune soluzioni che possono aiutarvi a scegliere gli accordi cromatici più adatti alle vostre esigenze. Prenderemo come riferimento la ruota di colori.

Monocromatici: accordi che utilizzano diverse gradazioni delle stesse tonalità.

Analoghi: quelli che si trovano uno accanto all’altro sulla ruota dei colori.

Complementari: quando sono uno di fronte all’altro sulla ruota dei colori.

Triadi: si compone di tre colori separati da una distanza uguale; come punto di riferimento utilizzate un triangolo equilatero ruotandolo a piacere.

Split complementari: formata con un triangolo isoscele che, come nella triade, può essere ruotato a piacere

Tetrade: una combinazione che può essere ottenuta con schema a quadrato e a rettangolo

Diade: due colori intermedi, rispettivamente alla destra e alla sinistra di quello prescelto nella ruota dei colori

Ora tocca a voi applicare la teoria alla pratica! Fate buon uso degli schemi colore cercando di trovare la giusta combinazione. Non ci resta che concludere questa prima parte ricordandovi di non perdere l’appuntamento con la psicologia del colore… A breve solo su Envisiongroup.it!



[1] Institute for Color Research

Envision

Think Digital

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