Facebook annuncia: vuoi condividere un articolo? Prima prova a leggerlo!

Con un proprio comunicato su Twitter, Facebook ha annunciato che chiederà ai suoi utenti di leggere l’articolo che si vuole condividere sul social network prima di farlo.
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Un test che inizialmente sarà riservato soltanto agli utenti che posseggo un dispositivo Android.

Una novità che riprende quanto già proposto da Twitter

Nel giugno dello scorso anno la stessa novità era stata proposta da Twitter, che successivamente l’ha implementata arrivando anche a creare un certo fastidio in quanto la “finestra pop up” chiede sempre se l’utente è sicuro di voler effettuare la condivisione di un articolo senza averlo letto.

Questo vale anche se l’articolo stesso è stato letto fuori del social network. La stessa finestra ora sarà testata anche su Facebook, che lo ha comunicato con il “cinguettio” che chiarisce comunque che la lettura non è obbligatoria e quindi gli utenti restano liberi di scegliere se leggere o meno l’articolo.

È arrivato anche un chiarimento da parte di un portavoce di Menlo Park che ha sottolineato come, nella fase inziale del progetto, questo test sarà sottoposto a quegli utenti che utilizzano il sistema operativo di Google, Android, interessando circa il 6% dei potenziali utenti in tutte le parti del mondo.

Le intenzioni di Facebook

Con questa novità la società di Mark Zuckerberg vuole aiutare tutte le persone ad avere un’informazione consapevole ed essere maggiormente sicuri delle notizie che si sta per condividere, cercando in questo modo di impedire una delle più brutte abitudini del web, quella della diffusione, anche involontaria, delle fake news.

Un’impresa che, come testimonia anche il recente passato, si presenta molto improba, ma nello stesso tempo il messaggio di Facebook evidenzia degli aspetti importanti in quanto non leggere gli articoli provoca una minore conoscenza, proprio perché i grandi titoli “ad effetto” spesso non riportano tutti i dati essenziali che si possono scoprire solo leggendo completamente la notizia, aiutando a comprenderne il senso.

Una mossa, quella di Facebook, che anche se non pensata in questo modo, risulta anti click-baiting.

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