Instagram aggiorna la sua policy: divieto di accesso ai minori di 13 anni

Da alcuni mesi, ormai, Instagram è il re dei social network, soprattutto tra i giovani.
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Se Facebook continua ad avere il numero maggiore di utenti (più di due miliardi in tutto il mondo), Instagram lo segue a ruota (circa 1,5 miliardi) e, mentre il primo ha subito un brusco rallentamento, il secondo continua ad avere una crescita esponenziale. Per di più, la fascia di utenti under 30 dimostra di gradire senza alcun dubbio Instagram rispetto al collega più vecchio, dove la fanno da padrone gli over 40. E proprio i più giovani sono i protagonisti della nuova policy di Instagram.

Instagram cambia: da oggi stop agli under 13

Questa tendenza ormai affermata ha delle notevoli ripercussioni in termini di politiche che i social di Zuckerberg attuano: il quinto uomo più ricco al mondo, infatti, deve le sue fortune principalmente ai dati che gli utenti pubblicano su Facebook e Instagram, che sono poi venduti a terzi e sfruttate per fini di marketing.

Dopo che l’opinione pubblica ha posto l’accento sulla questione della privacy, in particolare a seguito del GDPR europeo del 2016, i vincoli sul modo di gestire tali dati sensibili sono aumentati, in particolare per quelli inerenti le persone minorenni.

La recente notizia, però, era inattesa e per certi aspetti sconvolgente: da oggi sarà vietato iscriversi a Instagram se si è minori di 13 anni. Il colosso social – sicuramente condizionato dal vivace dibattito sulla bontà del suo modus operandi e dai regolamenti in vigore – dimostra così di voler porre l’attenzione sulla privacy degli utenti più piccoli, numericamente in costante ascesa.

Instagram e gli altri: controlli e sanzioni

In realtà la decisione di Instagram non è così innovativa, anzi: i principali competitor, come il già citato Facebook, ma anche TikTok e Youtube, prevedono da tempo il controllo sull’età al momento dell’iscrizione, sempre in seguito alle richieste di tutela che, genitori in primis, periodicamente vengono alla ribalta.

Il provvedimento in sè non può che trovare favorevoli quasi tutti (tranne i ragazzini che vogliono sentirsi grandi pubblicando i loro selfie), ma la questione, ora, è un’altra: anzitutto, cosa ne sarà degli account già aperti e gestiti da under 13? E, soprattutto, chi controllerà che in fase di iscrizione venga fornita una data di nascita corretta? Attualmente i metodi di verifica del social non sembrano essere sufficienti e, quando anche un account venga chiuso, non risulta troppo difficile farne un altro o aprirne uno fake, dribblando così i controlli di sicurezza.

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